Origini della Muay Thai

Sulla comparsa della Muay Thai i pareri sono discordi: alcuni sostengono la sua origine locale e il suo sviluppo motivato dal suo impegno bellico, altri, a fronte di documenti storici antichi, provano la sua nascita in India e l’arrivo in Siam attraverso alcune serie di lente ondate migratorie dell’etnia Ao-Lai che in questo paese sarebbe giunta attraversando prima il Bengala poi l’Assam ed infine la Birmania.

Comunque stiano effettivamente le cose, è certo che questa arte conserva nomi e movenze di sicura origine indiana. Da un sistema di combattimento cruento dove non era raro che uno dei contendenti perdesse la vita, la M.T. si è via via modernizzata assumendo sempre più il carattere di sport. Unendo la pratica meditativa a quella del combattimento, oggi può contare su una messe sempre più nutrita di appassionati e praticanti superando di gran lunga altri sport da combattimento.
Questa disciplina si compone di due branche: una meditativa (Wai Krhuu) dove l’atleta mima un combattimento usando le tecniche propiziatorie della sua scuola e omaggiando il suo Maestro, l’altra strettamente sportiva.

Su un ring rialzato da terra si confrontano due atleti sulla distanza di n. 5 rounds intervallato ciascuno da un minuto e mezzo con l’utilizzo di guantoni da 10 oz E’ ammesso: pugni, calci, ginocchiate, gomitate, il clinch (corpo a corpo) e le proiezioni.
Sono attaccabili il capo, il torace, l’addome e le gambe, è valido inoltre colpire la schiena con esclusione della colonna.

Origini della kick Boxing

Negli anni 60 gli sport orientali hanno fatto il loro ingresso in Europa aprendosi sempre più la strada nel panorama delle discipline sportive marziali per le quali però era vietato il contatto pieno.
Da scuole di Karate e Kung-Fu uscirono grandi campioni che dopo qualche tempo si rivolsero alla Boxe principalmente per sperimentare la possibilità di combattere utilizzando il contatto pieno. Per perfezionare ulteriormente le loro tecniche hanno rivolto l’attenzione verso paesi nei quali l’arte da combattimento era già in uso da molto tempo ed era diventato uno dei fenomeni emergenti paesi, ad esempio, come la Thailandia.
Successivamente, all’esperienza thailandese il Giappone ha creato uno stile di combattimento completo e ben definito chiamato “kick boxing” dal quale hanno poi preso spunto i promoter americani. Un’arte che fonde perfettamente la realtà asiatica a quello occidentale.
Con l’emergere di questa disciplina la boxe ha iniziato il suo declino perdendo l’attenzione che riusciva a carpire in passato. Il motivo principale va ricercato nel fatto che la kick boxing rappresenta la sublimazione dell’arte da difesa una delle forme di combattimento più efficaci e complete mai concepite che permette di utilizzare anche l’uso delle gambe durante i combattimenti, offrendo uno spettacolo completo e coinvolgente.

Il grande eco che questa disciplina ha suscitato soprattutto nella nuove generazioni, incuriosendo chi da sempre è attento alle novità e chi spesso ha guardato con indifferenza le pratiche dell’arte marziale, ha destato negli ultimi tempi l’interesse di diverse emittenti televisive le quali hanno iniziato a riservare spazi, con sempre più interesse, ai Team, agli stage e alle manifestazioni diventate sempre più numerose a livello nazionale ed internazionale.